Oggi ho addosso una sensazione leggera, luminosa.
Come se finalmente un nodo si fosse sciolto, un altro passo compiuto.
Non ho tempo per le maschere, anche se mi chiedo come avrò a che fare con tanti. Il profumo di oli essenziali ed uno sguardo intenso da una copertina scherniscono gli appunti sul tavolo, il rumore delle ristrutturazioni dalle case vicine, la brezza leggera che muove le tende.
Ed io sono felice.
Di ciò che resta infine - sii mio testimone -
affido il ricordo all'acqua.
Perché ancora molto deve scorrere, prima che ogni onta sia pulita.
Sarò onesta: qualcosa non mi tornava.
Quindi ho fatto una cosa molto semplice, digitato su di un motore di ricerca "Heath Ledger Michael Jackson"; ed eccolo, dopo una manciata di pagine inutili, un articolo che rispondeva alle mie domande.
Pare che in America l'abuso di medicinali sia la norma. Che i morti non famosi siano molti, troppi, e che ora inizino a fare troppo scalpore quelli famosi per evitare che la cosa finisca sui giornali - nonostante le immagino ingenti pressioni delle case farmaceutiche.
Il medico dell'articolo fa notare che il farmaco per cui sarebbe morto Jackson non era assolutamente utilizzabile dai singoli pazienti, ma per la sua natura di oppiaceo andava somministrato direttamente dal medico.
Al "chi è lo scriteriato che prescrive un farmaco del genere a libero uso del paziente?" la laureanda in medicina esulta. Nonostante la morte di due dei suoi miti sia un peso non indifferente da tenere sulla bilancia.
Vogliamo l'eterna giovinezza.
Dimentichiamo che ottenerla chimicamente ha un prezzo; molto, troppo alto.
L'"informazione" si getta a squalo sulle notizie di morti celebri; copre anche i recenti sussulti in Iran - che sia una legittima richiesta di democrazia placata nel sangue, rispetto al business del pettegolezzo.
I resti grondanti di pop ci vengono serviti all'ora di cena.
Non capisco perché, ma ci sono rimasta veramente male. Per la sua morte, intendo.
Forse perché credevi che fosse veramente immortale.
In effetti... è vero!
E' che ero veramente convinta...
Magari è tutto un complotto, per far credere che non era un alieno immortale. E adesso attende la sua prossima identità suonando con Elvis e John.
Non ti dirò che il mio cervello ci aveva già pensato...
E' ufficiale. La quasi-laurea in medicina fa MALE.
Intanto sullo schermo passano i saluti dei fan.
"Ora sei andato in cielo, a cantare con gli angeli." intona una microcefala.
Stellina, tesoro, bella di mamma... ma ammesso e non concesso che le accuse di pedofilia fossero false, che i casini che ha combinato per avere figli fossero legittimi, che il continuo cross e controcross tra una religione e l'altra fosse indice di alta moralità... proprio tra gli angioletti me lo vai a mettere?
Ma siamo sicuri?
Nonostante tutto, mi fa piacere sapere che l'idiozia altrui continua a sorprendermi.
Non cerco contatti, non mi interessano.
Non penso al passato.
Solo, a volte, attraverso indirizzi o network ritrovo qualche foto o qualche uscita... e nonostante i pochi volti a cui sono veramente affezionata, il sollievo di non vederli più, di non essere più parte del gruppo mi lascia quasi stordita - come il respiro quando hai tenuto il fiato sospeso troppo a lungo.
Tornare indietro non è una possibilità. Neppure per quanto c'era di bello.
Ho realizzato troppo tardi che per due poliziotti entrare in un borgo a chilometri dal primo paese in cerca di bonzi e trovare due tipi vestiti in abiti medioevali con sottofondo musicale di un bongo non aveva esattamente la qualità del "normale".
A volte la mia vita assume tinte veramente peculiari. Per fortuna.
Talvolta non c'è luce abbastanza, non c'è aria abbastanza.
E l'unica speranza è respirare intensamente, cercare ogni sfumatura e ricordare i frammenti vibranti di comprensione che ci prendiamo dal mondo.
La pelle calda è un'impressione, il mare già un ricordo.
La quotidianità semplice del fare costruttivamente qualcosa su cui meditare; c'è tanto dolore, troppo per copiarlo anziché cercare di vivere.
Piove. Sto perdendo un evento importante, e fuori piove - Dio, come scroscia!
Lo sento dalla finestra, lasciata aperta per uno spiraglio. Lo sentirei comunque, confuso sottofondo intenso.
Mi chiedo se ci si senta così quando qualcosa di grande e rassicurante ci tira per mano, creando svolte impreviste. Evolute.
Marys che sa che vedrà il padre, quella notte.
Una maschera che ora può cadere.
Studio, allenamento, cena.
Ero pronta per collassare a letto.
Poi la sorella disgustata è venuta a raccontarmi l'ultima farsa su MTV.
La prossima vita, quando vorrò masticarmi la morale, a 16 anni scriverò La vampira ninfomane e Lu vampiru 'nnamorado, farò i soldi e creerò una setta di adolescenti idioti.
Non sarò contenta, ma almeno mi sarò tolta lo sfizio.
-.- e adesso, a cercare qualcosa di decente per conciliare il sonno.